La frattura dello scafoide è una delle lesioni più frequenti tra le ossa del carpo e interessa soprattutto giovani adulti, sportivi e persone che hanno subito una caduta sulla mano. Sebbene possa inizialmente sembrare una lesione di lieve entità, richiede particolare attenzione: lo scafoide presenta infatti una vascolarizzazione delicata, che può rendere più lenta la guarigione e aumentare il rischio di complicanze in caso di diagnosi o trattamento non adeguati.
Per questo motivo, la fisioterapia rappresenta una fase importante del percorso di recupero, da intraprendere secondo i tempi di consolidazione della frattura e le indicazioni del medico specialista.
L’obiettivo del percorso riabilitativo è recuperare progressivamente la funzionalità del polso e della mano, ridurre dolore e rigidità, ripristinare forza e mobilità e favorire un ritorno graduale e sicuro alle attività quotidiane, lavorative e sportive.
Cos’è una frattura dello scafoide e quali sintomi provoca
Lo scafoide è una delle otto ossa che compongono il carpo e si trova nella parte del polso vicina alla base del pollice. Ha un ruolo importante nella stabilità e nei movimenti del polso; una sua frattura può quindi compromettere la funzionalità della mano.
La frattura si verifica frequentemente in seguito a una caduta con la mano tesa, ma può essere causata anche da traumi sportivi o incidenti.

(RX frattura scafoide)
Uno degli aspetti più insidiosi della frattura dello scafoide è che il dolore iniziale può essere relativamente modesto. Il paziente potrebbe quindi sottovalutare il trauma e continuare a utilizzare la mano. Una diagnosi tardiva può tuttavia aumentare il rischio di mancata consolidazione della frattura (pseudoartrosi) e di alterazioni degenerative del polso.
I sintomi più comuni comprendono:
- dolore nella parte radiale del polso, alla base del pollice;
- dolore alla pressione nella cosiddetta tabacchiera anatomica;
- gonfiore del polso;
- difficoltà nei movimenti;
- riduzione della forza e dolore durante la presa, sia grossolana sia fine;
- dolore durante il sollevamento di pesi o quando ci si appoggia sulla mano.
Dopo il periodo di immobilizzazione possono invece comparire rigidità articolare, limitazione dei movimenti e perdita di forza, con conseguenti difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane e sportive.
Diagnosi funzionale dopo una frattura dello scafoide
La riabilitazione viene intrapresa dopo la conferma della consolidazione della frattura e secondo le indicazioni dello specialista ortopedico.
Presso lo Studio Fisioterapia Arcuri, la valutazione fisioterapica inizia con un’anamnesi dettagliata, utile a conoscere il tipo di frattura, il trattamento effettuato e le eventuali limitazioni ancora presenti.
Successivamente vengono analizzati:
- mobilità del polso;
- mobilità del pollice e delle dita;
- forza della presa;
- dolore durante i movimenti;
- eventuale edema residuo;
- presenza di rigidità articolari;
- condizioni della cicatrice chirurgica, quando presente;
- coordinazione e destrezza della mano.
Il fisioterapista prende inoltre visione della documentazione clinica e degli esami radiografici di controllo, quando disponibili, per impostare un percorso riabilitativo coerente con lo stato di guarigione dello scafoide e con le indicazioni dello specialista.
Riabilitazione dopo frattura dello scafoide
La fisioterapia dopo una frattura dello scafoide ha l’obiettivo di accompagnare il paziente nel recupero progressivo della funzionalità del polso e della mano, rispettando i tempi biologici di guarigione.
Il trattamento viene personalizzato in base al tipo di frattura, al trattamento ricevuto, alla presenza di un eventuale intervento chirurgico e alle condizioni funzionali del paziente.
Particolare attenzione viene dedicata alla progressione dei carichi e degli esercizi, evitando di sottoporre il polso a sollecitazioni premature durante le fasi iniziali del recupero.
Il percorso può comprendere:
- recupero progressivo della mobilità del polso;
- trattamento della rigidità articolare;
- recupero della mobilità del pollice e delle dita;
- riduzione del dolore e dell’edema residuo;
- recupero della pronazione e della supinazione dell’avambraccio;
- mobilizzazione della cicatrice chirurgica, quando indicata;
- recupero progressivo della forza della mano e dell’avambraccio;
- esercizi di coordinazione, propriocezione e destrezza manuale;
- rieducazione dei gesti della vita quotidiana e delle attività sportive;
- programma personalizzato di esercizi da svolgere a domicilio.

(Elettrostimolazione muscoli motori del polso ed esercizio in DART THROWING MOTION)
Particolare attenzione viene dedicata alla progressione dei carichi e degli esercizi, evitando di sottoporre il polso a sollecitazioni premature durante le fasi iniziali del recupero.
Il fisioterapista accompagna inoltre il paziente nella graduale ripresa delle attività quotidiane, lavorative e sportive, monitorando l’evoluzione della forza, della mobilità e della funzionalità della mano.
Quando valutare la chirurgia?
La scelta del trattamento chirurgico viene effettuata dal medico ortopedico in base alle caratteristiche della frattura. L’intervento può essere preso in considerazione, ad esempio, in presenza di fratture scomposte o instabili, di alcune localizzazioni particolarmente delicate dello scafoide o quando esiste un elevato rischio di mancata consolidazione.
L’intervento prevede generalmente la stabilizzazione della frattura mediante mezzi di sintesi, come viti specifiche, con l’obiettivo di favorire il corretto allineamento e la guarigione dell’osso.
Anche dopo l’intervento chirurgico, la riabilitazione rappresenta una componente importante del recupero. Una volta autorizzato il trattamento fisioterapico, il percorso viene impostato progressivamente per recuperare mobilità, forza, coordinazione e funzionalità della mano, rispettando le indicazioni del chirurgo e i tempi di guarigione.
Studio Fisioterapia Arcuri – Bologna, Via Emilia Ponente 34
Se hai riportato una frattura dello scafoide, hai terminato il periodo di immobilizzazione o sei stato sottoposto a un intervento chirurgico, un percorso di riabilitazione della mano e del polso può aiutarti a recuperare progressivamente la funzionalità dell’arto.
Presso lo Studio Fisioterapia Arcuri, in Via Emilia Ponente 34 a Bologna, viene elaborato un programma riabilitativo personalizzato sulla base del tipo di frattura, del trattamento ricevuto e delle esigenze funzionali del paziente.
L’obiettivo è accompagnarti nel recupero di mobilità, forza, coordinazione e sicurezza nei movimenti, favorendo il ritorno alle attività quotidiane, lavorative e sportive nel rispetto dei tempi di guarigione.
