Le sindromi compressive del nervo ulnare: cosa sono e come le trattiamo presso lo Studio Fisioterapia Arcuri – Bologna
Le sindromi compressive del nervo ulnare sono una causa frequente di dolore, formicolio, alterazioni della sensibilità e perdita di forza della mano. Si verificano quando il nervo ulnare viene compresso lungo il suo percorso, più frequentemente a livello del gomito, dove prende il nome di sindrome del tunnel cubitale, oppure a livello del polso, nel canale di Guyon.
L’obiettivo del percorso riabilitativo è ridurre i sintomi, favorire una corretta funzionalità del nervo, recuperare forza e sensibilità della mano e accompagnare il paziente verso un ritorno graduale e sicuro alle attività quotidiane, lavorative e sportive.
Cosa sono le sindromi compressive del nervo ulnare e quali sintomi provocano
Il nervo ulnare origina dal plesso brachiale e percorre l’arto superiore fino alla mano. È responsabile della sensibilità del mignolo e di una parte dell’anulare e contribuisce al controllo di numerosi muscoli coinvolti nei movimenti fini e nella presa.
La compressione può verificarsi principalmente in due sedi:
- · a livello del gomito, dove il nervo attraversa il tunnel cubitale;
- · a livello del polso, nel cosiddetto canale di Guyon.
Le cause possono essere diverse e comprendono posture mantenute a lungo con il gomito flesso, movimenti ripetitivi, traumi, esiti di fratture, attività lavorative che comportano sovraccarichi e utilizzo prolungato di strumenti vibranti. In alcuni casi possono essere presenti anche caratteristiche anatomiche predisponenti.
I sintomi più comuni sono:
- · formicolio e intorpidimento del mignolo e dell’anulare;
- · dolore lungo la parte interna del gomito o del polso;
- · riduzione della sensibilità della mano;
- · perdita di forza nella presa;
- · difficoltà ad afferrare o manipolare gli oggetti;
- · riduzione della destrezza nei movimenti fini;
- · difficoltà nello scrivere o digitare sulla tastiera;
- · nei casi più avanzati, perdita di massa muscolare della mano e comparsa di deformità delle dita, fino alla cosiddetta mano ad artiglio.
I disturbi possono peggiorare durante la notte o dopo aver mantenuto il gomito piegato per periodi prolungati, ad esempio durante il sonno, mentre si utilizza il telefono o durante la guida.
Diagnosi funzionale delle sindromi compressive del nervo ulnare
La diagnosi della compressione del nervo ulnare viene effettuata principalmente attraverso una valutazione clinica, eventualmente integrata da esami strumentali prescritti dal medico.
Presso lo Studio Fisioterapia Arcuri, la valutazione fisioterapica inizia con un colloquio volto a comprendere la comparsa dei sintomi, le attività che li provocano e il loro impatto sulla vita quotidiana.
Vengono quindi valutati:
- · distribuzione del dolore e dei disturbi sensitivi;
- · forza della muscolatura della mano;
- · mobilità del gomito, del polso e delle dita;
- · eventuale irritabilità del nervo ulnare;
- · forza e funzionalità della presa;
- · coordinazione e destrezza manuale;
- · eventuali alterazioni posturali e funzionali dell’arto superiore.
Durante la valutazione possono essere eseguiti specifici test clinici per individuare la sede della compressione e verificare la risposta del nervo ai movimenti e alle sollecitazioni.
Quando ritenuto necessario dal medico, la diagnosi può essere approfondita mediante elettroneurografia (ENG) ed elettromiografia (EMG), utili per valutare la funzionalità del nervo ulnare e l’eventuale grado di sofferenza.
Trattamento conservativo delle sindromi compressive del nervo ulnare
Quando la compressione viene diagnosticata precocemente e non sono presenti deficit neurologici importanti, il trattamento può essere inizialmente conservativo.
La fisioterapia viene orientata alla riduzione della sintomatologia e al recupero della funzionalità dell’arto superiore, attraverso un programma personalizzato che può comprendere:
- · riduzione del dolore e del formicolio;
- · miglioramento della mobilità del nervo durante i movimenti dell’arto;
- · recupero della mobilità del gomito, del polso e della mano;
- · recupero della forza e della destrezza;
- · trattamento delle eventuali rigidità articolari;
- · educazione alla corretta gestione delle attività quotidiane.
Un aspetto importante del trattamento consiste nell’individuare e modificare, quando possibile, le condizioni che possono contribuire alla compressione del nervo.
Il fisioterapista può quindi fornire indicazioni pratiche per ridurre lo stress sul nervo ulnare, come evitare di mantenere il gomito flesso per periodi prolungati, limitare l’appoggio diretto del gomito su superfici rigide, alternare le attività manuali con pause regolari e adottare una posizione ergonomica durante il lavoro al computer.
Quando indicato dal medico specialista, il percorso fisioterapico può essere associato all’utilizzo temporaneo di tutori o protezioni, oltre ad eventuali trattamenti farmacologici di competenza medica.
Nel nostro Studio Fisioterapia Arcuri lavoriamo su:
Il percorso riabilitativo viene personalizzato in base alla sede della compressione, alla gravità dei sintomi e alle esigenze funzionali del paziente.
Il trattamento può comprendere:
- · mobilizzazione neurodinamica del nervo ulnare;
- · mobilizzazione del gomito, del polso e della mano;
- · trattamento delle rigidità articolari e dei tessuti molli;
- · esercizi per il recupero della forza della mano e dell’avambraccio;
- · rinforzo progressivo della muscolatura;
- · esercizi per migliorare presa, coordinazione e destrezza manuale;
- · educazione ergonomica per lavoro, sport e attività quotidiane;
- · indicazioni relative all’eventuale utilizzo di tutori;
- · esercizi personalizzati da svolgere a domicilio.


(Diverse tipologie di splint per la mano ad artiglio (ulnar claw)
L’andamento del trattamento viene monitorato nel tempo, adattando progressivamente gli esercizi in funzione della risposta del paziente e dell’evoluzione della sintomatologia.
Quando valutare la chirurgia?
L’intervento chirurgico di decompressione del nervo ulnare può essere preso in considerazione quando il trattamento conservativo non consente di ottenere un miglioramento sufficiente oppure quando la compressione determina una compromissione significativa della funzionalità del nervo.
La valutazione chirurgica può essere indicata, in particolare, in presenza di:
- · dolore e formicolio persistenti;
- · importante sofferenza del nervo evidenziata dagli esami strumentali;
- · progressiva perdita di forza della mano;
- · comparsa di atrofia dei muscoli innervati dal nervo ulnare;
- · mancata risposta a un adeguato trattamento conservativo.
La decisione di procedere con l’intervento spetta al medico specialista, sulla base del quadro clinico e degli eventuali esami effettuati.

(Elettrostimolazione per denervati in transfer nervoso nervo ulnare e lesione nervo mediano)
Riabilitazione dopo l’intervento al nervo ulnare
Dopo l’intervento chirurgico, la fisioterapia può accompagnare il paziente nel recupero della funzionalità dell’arto, secondo le indicazioni del chirurgo.
Il percorso riabilitativo può comprendere il controllo del dolore e dell’edema, il recupero della mobilità del gomito, del polso e della mano, la gestione della cicatrice chirurgica quando necessario e il recupero progressivo di forza, coordinazione e destrezza.
La ripresa delle attività quotidiane, lavorative e sportive viene programmata gradualmente, tenendo conto dell’evoluzione clinica e delle caratteristiche dell’intervento.
Studio Fisioterapia Arcuri – Bologna, Via Emilia Ponente 34
Se avverti formicolio al mignolo e all’anulare, dolore nella parte interna del gomito o del polso, perdita di sensibilità o difficoltà nella presa, una valutazione può aiutare a comprendere la natura del disturbo e a individuare il percorso più appropriato.
Presso lo Studio Fisioterapia Arcuri, in Via Emilia Ponente 34 a Bologna, ci occupiamo della riabilitazione della mano e dell’arto superiore, con percorsi personalizzati per le sindromi compressive del nervo ulnare e per il recupero dopo intervento chirurgico.
Il trattamento viene adattato alla sede e alla gravità della compressione, con l’obiettivo di favorire il recupero della sensibilità, della forza e della funzionalità della mano, accompagnando il paziente verso il ritorno alle normali attività.
